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Bang, Peace Sells… But Who’s Buying?

Tra i collage vintage recentemente acquisiti in archivio, Bang, Peace Sells… But Who’s Buying? si distingue per il suo impatto visivo diretto e per la stratificazione del messaggio politico.
L’opera nasce dall’utilizzo di una Jeep LEGO vintage con effigie ONU, collocata in un paesaggio desertico stilizzato: dune rosso-arancio scandite da linee ondulate, montagne blu nette all’orizzonte, un cielo verde irreale che sospende la scena in una dimensione quasi metafisica.

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Wanted III – Pigs on the wing! Abduction: metafora di un mondo addomesticato…

Nella serie di artworks dedicata alle abduction aliene o Pigs On The Wing, l’evento fantascientifico non rappresenta un’invasione proveniente dallo spazio, ma un processo molto più terrestre: l’assorbimento silenzioso dell’individuo da parte del sistema in cui vive. L’astronave non rapisce corpi, bensì coscienze.
L’abduction diventa quindi simbolo di una normalizzazione forzata.

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Wanted II — La trappola del desiderio (booby trap)…

Se il primo WANTED apriva un varco tra mondi, questo nuovo capitolo cambia prospettiva: non siamo più davanti alla fuga del ricercato, ma davanti alla trappola stessa. E la trappola ha un corpo. Jessica non seduce: innesca. Le sue forme esplosive non promettono accesso, ma errore. Chi guarda entra automaticamente nel meccanismo. L’attrazione diventa vulnerabilità, il desiderio diventa perdita di controllo.

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Wanted: quando il manifesto di ricerca diventa un varco tra mondi…

C’è un’immagine che ritorna, insistente, quasi ossessiva: il WANTED.
Non è solo un manifesto di caccia all’uomo, ma un simbolo. Un’etichetta. Una condanna visiva. In questi artworks, collage, video e GIF, il concetto di “ricercato” viene smontato e ricostruito, trasportato fuori dal suo contesto storico per diventare una figura narrativa ibrida, sospesa tra western, animazione e metacinema.

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SHARKS SIGHTED TODAY: Avvistati squali. Non solo in mare.

Con “Sharks Sighted Today”, Kael Varrin (pseudonimo di Cosimo Palermo) sposta il focus dall’immaginario fiabesco a quello predatorio. Non più castelli o mondi fantastici, ma una scena apparentemente semplice: una minifigure si avvicina a una pozza d’acqua per abbeverarsi. Un gesto naturale, primario, innocente. Poi l’attacco.

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SE ME AGIGANTO: Alice in Wonderland, il rito e l’innocenza divorata dal potere.

Il titolo – “Se mi ingigantisco” – richiama l’episodio centrale del romanzo di Lewis Carroll, ma qui la crescita non è un gioco surreale: è un’esposizione brutale. Alice si espande fino a perdere misura e proprio nel momento dell’ingrandimento viene catturata da un gigantesco uccello preistorico. Crescere significa diventare visibili. E diventare visibili significa diventare preda.

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Johnny Mnemonic. The Future’s Most Wanted Fugitive

Il collage dedicato a Johnny Mnemonic rilegge l’icona cyberpunk come figura di transito, sospesa tra accumulo di dati e perdita di identità. The future’s most wanted fugitive non è più soltanto il corriere di informazioni proibite, ma diventa un nodo vivente all’interno di una rete risonante, dove memoria, organismo e ambiente si influenzano reciprocamente.

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NINJAGO: quando il mito giapponese incontra il mondo LEGO

Questo collage si colloca all’intersezione tra arte giapponese tradizionale e cultura pop contemporanea, utilizzando l’universo NINJAGO come dispositivo narrativo e simbolico. L’opera rielabora l’estetica delle stampe ukiyo-e — in particolare la centralità della natura, il dinamismo delle linee e la tensione cromatica — traducendola nel linguaggio modulare e riconoscibile del LEGO.

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I Solemnly Swear I Am Up to No Good…Harry Potter…

Velocità, disobbedienza e consapevolezza
La Ford Anglia con Harry Potter che corre “up to no good” non è caos: è scelta. È il momento in cui si decide di infrangere la regola per seguire un sapere più profondo. L’opera suggerisce che la vera guida non è il volante, ma la consapevolezza che osserva dall’alto.

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Il Demone della Neve – Fallout, Brickscene e l’estetica della rovina…

Con l’arrivo della seconda stagione di Fallout su Amazon Prime, l’immaginario post-atomico torna a insinuarsi sotto la pelle. Non è solo nostalgia videoludica o citazionismo pop: è un linguaggio simbolico che continua a mutare, a contaminarsi, a riflettere le nostre ossessioni contemporanee.
In particolare, l’episodio “The Demon in the Snow” o “Il Demone della Neve” in italiano sembra parlare una lingua sorprendentemente affine a quella di Brickscene. Ed è proprio da questa assonanza spontanea che nasce il nuovo collage.

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Shaman Book Dance – J’accuse….

Cronaca di un canale chiuso all’alba dell’intelligenza artificiale. Il collage, la gif e il video intitolati Shaman Book Dance ed lo spin-off Raining Books, creati a partire dal 22 agosto 2024, non sono un semplice esercizio visivo o un gioco sperimentale con i mattoncini LEGO. Sono una danza rituale, una rievocazione simbolica di un evento reale che ha segnato profondamente un percorso creativo nato all’alba dell’intelligenza artificiale applicata alla lettura.