C’è qualcosa di stranamente familiare in questa scena-collage intitolata No Comment. Un grande prato verde, un cielo apparentemente tranquillo, alcune monete disseminate lungo il percorso e, poco più avanti, un grande tubo verde. Mario corre verso di lui. Potrebbe essere semplicemente l’ennesimo livello di Super Mario: un percorso da attraversare, qualche ostacolo da superare, monete da raccogliere e un’uscita da raggiungere. Ma poi, naturalmente, arriva Bowser.
Dall’alto, il gigantesco re dei Koopa incombe sulla scena e scaglia palle di fuoco verso Mario. Sul terreno, invece, un piccolo Goomba sembra quasi infastidito dalla sua presenza. Mario non può fermarsi: deve continuare a correre, saltare, evitare gli ostacoli e cercare di raggiungere quel tubo che, in questo collage, diventa qualcosa di più di un semplice elemento del gioco. Diventa una possibile via d’uscita.

Questo non è il primo incontro tra Brickscene e l’universo di Super Mario. Il mondo creato da Nintendo era già entrato nei nostri collage attraverso contaminazioni con altri immaginari, come Brand Mash-Up: Buckaroo Banzai, e attraverso la riflessione sull’estetica videoludica e sull’immagine digitale di Nano Banana — Evoluzione, resistenza e guerra ibrida in pixel. Questa volta, però, la storia è molto più semplice: Mario deve arrivare al tubo, e tutto ciò che lo circonda sembra volerlo impedire.

Cartolina Lego – Buckaroo Banzai – Tier Family
Donazione da 10 € in su → CARTOLINE in EDIZIONI LIMITATE. Ogni cartolina è un oggetto d’arte. Ogni copia è unica. Ogni edizione è irripetibile. Gli omaggi Brickscene sono ringraziamenti simbolici legati al supporto al progetto e variano nel tempo. Non si tratta di articoli fissi o di un catalogo commerciale: ogni periodo presenta una selezione diversa, in dialogo con il momento creativo e con il repertorio artistico attivo
Per costruire questa scena ho utilizzato due set LEGO Super Mario, Mario’s Pipe Jump 72052 e The Mighty Bowser 71411, trasformandoli in qualcosa che va oltre la semplice esposizione dei modelli. Gli elementi dei set diventano infatti i protagonisti di un piccolo racconto. Mario corre attraverso il prato e davanti a lui compare il grande tubo verde. Nell’universo di Super Mario è un passaggio, un collegamento, una porta verso un’altra parte del livello; qui, invece, assume un significato diverso e diventa il simbolo di una possibile uscita. La cosa interessante è che l’uscita non è nascosta. È proprio lì, visibile, riconoscibile, apparentemente a portata di mano. Eppure Mario deve ancora riuscire a raggiungerla.

Modello costruibile del boss finale. Festeggia un famoso nemico di Super Mario™ con questo modello in mattoncini LEGO® del Possente Bowser™ da esposizione
Lungo il percorso compaiono le monete, disseminate sul prato come piccole ricompense. Sono ciò che Mario trova mentre procede, ma anche ciò che lo spinge a continuare. Ogni moneta richiede un movimento, un salto, una deviazione. Il percorso non è mai completamente lineare. E proprio quando sembra che tutto sia relativamente semplice, ecco comparire il Goomba. Piccolo rispetto a Bowser, quasi insignificante rispetto alla minaccia che incombe dall’alto, ma abbastanza fastidioso da costringere Mario a cambiare traiettoria. La sua espressione contrariata sembra quasi suggerire che non abbia nessuna intenzione di lasciarlo passare tranquillamente. Mario, però, gli salta sopra e continua la sua corsa. Un ostacolo superato, una moneta raccolta, un altro passo verso il tubo. Ma il vero problema arriva dall’alto.
Bowser domina il cielo e cambia completamente la scala della scena. Mario è piccolo, immerso nel paesaggio; Bowser è enorme, quasi sproporzionato rispetto a tutto ciò che lo circonda. Le sue palle di fuoco attraversano il cielo proprio mentre Mario cerca di raggiungere l’uscita. A questo punto non esiste più una direzione completamente sicura: a terra c’è il percorso da affrontare, davanti c’è il tubo, intorno ci sono le ricompense, il Goomba rappresenta il piccolo ostacolo quotidiano e dall’alto arriva una minaccia molto più grande.

Lancia la minifigure di Mario usando la catapulta nascosta nel tubo verde. Aziona la leva grigia per far cadere il Goomba dalla sua postazione, raccogli la moneta e supera il livello.
Ed è qui che il collage smette di essere soltanto una scena LEGO ispirata a Super Mario e diventa una piccola storia. l tubo non è più soltanto un tubo. È una via d’uscita. Le monete non sono soltanto oggetti da raccogliere, ma ciò che incontriamo lungo il percorso. Il Goomba non è soltanto un nemico, ma quel piccolo ostacolo che compare proprio quando pensavamo che tutto fosse semplice. Bowser è invece la minaccia più grande, quella che arriva quando siamo già convinti di aver trovato la strada giusta.
In fondo, ciò che mi interessa nei collage narrativi di Brickscene: prendere elementi che conosciamo già, personaggi, oggetti, scenari e set LEGO, e spostarli leggermente dal loro contesto originale per trasformarli in qualcosa di nuovo. Non necessariamente una storia complessa, ma una situazione capace di suggerire una storia.
In NO COMMENT non sappiamo se Mario riuscirà davvero a raggiungere il tubo. Non sappiamo se riuscirà a evitare tutte le palle di fuoco di Bowser, né se lungo il percorso troverà altri ostacoli. Sappiamo soltanto che l’uscita è davanti a lui e che, nonostante tutto, continua a correre e saltare.
No Comment…Mario corre..
Bowser continua a sparare palle di fuoco.Non serve spiegare tutto. Basta guardare la scena: Mario corre verso il tubo, le monete lo aspettano, il Goomba gli taglia la strada, Bowser spara dall’alto e il prato, apparentemente tranquillo, si trasforma improvvisamente in un campo di gioco pieno di pericoli….
