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Kael Varrin Chronicles — Episode 33: Sad Hill / Season Five – War Protocol

A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.

“Every empire fears imagination.” Kael Varrin

In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.

Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.

Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.

Il suo nome è Kael Varrin.

Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.

Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.

Questa è la storia della nascita della ribellione.

Questa è la storia di Brickscene.

Italiano

Inglese

Full Episode…

La prima cosa che gli esseri umani persero non fu una città.

Fu il cielo.

Accadde nel 2050.

Per decenni Marte era stato osservato dalla Terra come un pianeta morto, distante, rosso, apparentemente immutabile.

Poi arrivò il meteorite.

Nessuno seppe mai da dove provenisse.

Le prime stime parlarono di un corpo celeste di dimensioni mai registrate.

Altri parlarono di un oggetto artificiale.

Altri ancora sostennero che non fosse affatto un meteorite.

Ma quelle discussioni finirono nel momento dell’impatto.

Il corpo colpì Marte.

Non una zona qualsiasi.

Una regione già instabile della crosta marziana.

L’impatto provocò una detonazione planetaria.

Per alcuni minuti Marte sembrò accendersi.

Una gigantesca porzione del pianeta venne strappata dalla superficie.

Non si trattava più di un asteroide.

Non era più una semplice massa rocciosa.

Era una parte di Marte.

Un frammento enorme.

Una montagna grande quanto un continente.

La forza dell’impatto la spinse nello spazio.

Il frammento cominciò a ruotare.

All’inizio lentamente.

Poi sempre più velocemente.

Gli scienziati osservarono con incredulità la traiettoria.

Il frammento non si allontanava.

Non cadeva verso il Sole.

Non tornava verso Marte.

Entrava in una nuova orbita.

Un’orbita impossibile.

Per anni il corpo vagò nello spazio.

Poi iniziò ad avvicinarsi alla Terra.

Nel 2068 venne classificato come:

MARS FRAGMENT — M-01

Nel 2083, durante i primi studi collegati al Genesis Institute, la sua traiettoria venne ricalcolata.

Il risultato fu considerato impossibile.

M-01 stava entrando in una configurazione orbitale stabile.

Nel 2119 la sua superficie mostrava già evidenti modificazioni atmosferiche.

Nel 2128, mentre sulla Terra esplodeva la Grande Guerra, il frammento raggiunse la sua posizione definitiva.

La guerra avrebbe cambiato la civiltà.

Ma nessuno si accorse che contemporaneamente il cielo stava cambiando per sempre.

Nel 2190 il frammento era diventato qualcosa che nessun astronomo del passato avrebbe mai potuto immaginare.

Un secondo satellite.

La Terra aveva la Luna.

E ora aveva Marte.

Non tutto Marte.

Una parte.

Una gigantesca cicatrice planetaria sospesa nel cielo.

Un mondo rosso trasformato in satellite.

Gli uomini iniziarono a chiamarlo semplicemente:

THE RED MOON.

Ma la Red Moon non era innocua.

La sua massa alterava gli oceani.

Le maree terrestri raggiungevano dimensioni mai registrate.

In alcune regioni le onde superavano i trenta metri.

Intere coste erano state abbandonate.

Le correnti atmosferiche erano cambiate.

Ma il problema più grave non erano le maree.

Era ciò che arrivava dal cielo.

La superficie del frammento marziano era continuamente bombardata da radiazioni e particelle cosmiche.

La sua polvere veniva espulsa nello spazio.

E periodicamente una parte di quella materia entrava nell’atmosfera terrestre.

Silicio.

Minerali metallici.

Polvere marziana.

Particelle caricate elettromagneticamente.

Il fenomeno venne classificato:

SILICON STORMS.

Le tempeste di silicio potevano durare ore.

A volte giorni.

La loro forza era tale da interferire con le comunicazioni.

Smagnetizzare sistemi.

Distruggere circuiti.

Mandare in tilt le reti neurali.

E soprattutto…

ferire gli esseri umani.

La polvere viaggiava a velocità impressionanti.

Colpiva il corpo come una gigantesca sabbiatrice cosmica.

La pelle veniva tagliata.

I tessuti danneggiati.

Gli occhi diventavano quasi inutilizzabili.

Respirare durante una Silicon Storm significava rischiare di morire.

Le grandi città costruirono quindi i Dome.

Neon Brick City fu una delle prime.

Una gigantesca cupola trasparente venne costruita sopra i distretti principali.

Sotto il Dome la città poteva continuare a vivere.

Le persone potevano camminare.

I droni potevano volare.

Le reti potevano funzionare.

I bambini potevano giocare.

Le aziende potevano continuare a vendere.

Il mondo poteva fingere che tutto fosse normale.

Anche Oblivion City costruì i suoi Dome.

Ma non completamente.

C’era una zona che nessuno aveva protetto.

Una zona che gli amministratori avevano definito:

NON-CRITICAL URBAN AREA.

Un vecchio distretto ai margini della città.

Palazzi obsoleti.

Strade spezzate.

Vecchie infrastrutture.

Nessuna protezione atmosferica.

Nessuna cupola.

Nessuna bolla.

La gente aveva smesso di viverci.

Poi erano arrivati i collezionisti.

Poi i contrabbandieri.

Poi i cercatori di memoria.

Poi i fantasmi.

Il quartiere aveva assunto un nome.

SAD HILL.

Nel 2190 nessuno ci andava senza una ragione.

E quel giorno Kael Varrin aveva una ragione.

La città brillava all’orizzonte.

Ma Sad Hill era buia, rossastra…

I palazzi obsoleti circondavano il deserto come enormi carcasse.

Finestre rotte.

Strutture metalliche.

Vecchie insegne.

Torri che non ricevevano più energia.

La sabbia aveva invaso tutto.

Era rossa.

Ramata.

Metallica.

Il vento la trascinava lungo le strade.

E al centro di quella distesa c’era il cimitero.

Un cimitero di Pocket Monster.

Decine.

Centinaia.

Forse migliaia di lapidi.

Alcune avevano ancora un nome.

Altre soltanto un numero.

Altre ancora erano completamente vuote.

I Pocket Monster erano diventati una parte enorme della cultura del 2190.

Collezionabili.

Scambiabili.

Vendibili.

Allenabili.

Nutribili.

Liberabili.

Ma Lyra aveva scoperto la verità che quasi nessuno conosceva.

Non erano semplicemente creature da collezione.

Erano esseri capaci di interagire con la Ghost Network.

Munchlax poteva percepire.

Blastoise poteva stabilizzare.

Lyra poteva interpretare.

E insieme potevano recuperare una memoria autentica e reiniettarla nella coscienza collettiva.

Era il motivo per cui gli Arconti avevano paura.

E il motivo per cui Gulbenkian aveva pronunciato una frase che Edder non avrebbe dimenticato:

THE MEMORY IS STILL ALIVE.

Kael conosceva quella verità.

Ma non era lì per cercare Lyra.

Non quel giorno.

Era lì perché qualcuno lo aveva chiamato.

Non con una voce.

Con una frequenza.

KV-947.

Un impulso.

Tre volte.

Pausa.

Tre volte.

Kael attraversò il cancello arrugginito del cimitero….

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