A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.
“Every empire fears imagination.” Kael Varrin
In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.
Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.
Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.
Il suo nome è Kael Varrin.
Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.
Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.
Questa è la storia della nascita della ribellione.
Questa è la storia di Brickscene.
Italiano
Inglese
Full Episode…
La città brillava all’orizzonte.
Ma Sad Hill era buia.
I palazzi obsoleti circondavano il deserto come enormi carcasse.
Finestre rotte.
Strutture metalliche.
Vecchie insegne.
Torri che non ricevevano più energia.
La sabbia aveva invaso tutto.
Era rossa.
Ramata.
Metallica.
Il vento la trascinava lungo le strade.
E al centro di quella distesa c’era il cimitero.
Un cimitero di Pocket Monster.
Decine.
Centinaia.
Forse migliaia di lapidi.
Alcune avevano ancora un nome.
Altre soltanto un numero.
Altre ancora erano completamente vuote.
I Pocket Monster erano diventati una parte enorme della cultura del 2190.
Collezionabili.
Scambiabili.
Vendibili.
Allenabili.
Nutribili.
Liberabili.
Ma Lyra aveva scoperto la verità che quasi nessuno conosceva.
Non erano semplicemente creature da collezione.
Erano esseri capaci di interagire con la Ghost Network.
Munchlax poteva percepire.
Blastoise poteva stabilizzare.
Lyra poteva interpretare.
E insieme potevano recuperare una memoria autentica e reiniettarla nella coscienza collettiva. The Kael Varrin Chronicles – 32…
Era il motivo per cui gli Arconti avevano paura.
E il motivo per cui Gulbenkian aveva pronunciato una frase che Edder non avrebbe dimenticato:
THE MEMORY IS STILL ALIVE.
Kael conosceva quella verità.
Ma non era lì per cercare Lyra.
Non quella sera.
Era lì perché qualcuno lo aveva chiamato.
Non con una voce.
Con una frequenza.
KV-947.
Un impulso.
Tre volte.
Pausa.
Tre volte.
Kael attraversò il cancello arrugginito del cimitero.
Il vento gli colpì il volto.
Guardò le tombe.
Poi una lapide.
Poi un’altra.
Una portava il nome:
MUNCHLAX
Kael si fermò.
Appoggiò una mano sulla pietra.
La Ghost Network rispose.
Un piccolo impulso attraversò il terreno.
Kael ritirò la mano.
«Non sei tu.»
Una voce arrivò alle sue spalle.
«No.»
Kael rimase immobile.
«Ma ti aspettavi che lo fosse.»
Kael si voltò.
Draculina.
Dopo dieci anni.
Era lì.
Vestita di nero.
Immersa nella sabbia ramata.
Alle sue spalle i palazzi obsoleti sembravano rovine di un’antica civiltà.
Kael la osservò.
Draculina sorrise.
«Ciao, Kael.»
Lui non rispose subito.
«Dieci anni.»
«Esattamente.»
«Perché qui?»
Draculina guardò il cimitero.
«Perché nessuno ci ascolta.»
Kael guardò le lapidi.
«Gli Arconti ascoltano tutto.»
«Non qui.»
«Perché?»
Draculina fece qualche passo.
«Sad Hill non ha Dome.»
Indicò il cielo.
«Non ha protezione.»
Poi indicò le tombe.
«E sotto questa sabbia ci sono migliaia di frequenze morte.»
Kael capì.
Il cimitero era diventato una gigantesca zona di interferenza.
Un luogo dove la Ghost Network era debole.
Frammentata.
Imprevedibile.
Un luogo dove un incontro poteva rimanere invisibile.
«Hai scelto bene.»
Draculina sorrise.
«Lo so.»
Kael la guardò.
«Gulbenkian sa che sono qui?»
Il sorriso di Draculina scomparve.
«Gulbenkian sa molte cose.»
Pausa.
«Ma non questa.»
Kael fece un passo.
«Allora perché mi hai chiamato?»
Draculina lo guardò.
«Perché voglio sapere se sei ancora Kael Varrin.»
Silenzio.
«O se sei diventato soltanto KV-947.»
Kael abbassò lo sguardo.
Poi sorrise.
«Vuoi verificarlo?»
Draculina sollevò lentamente una mano.
Una piccola sfera cremisi comparve nel palmo.
«Sì.»
La sfera esplose.
TAVOLA — SPECIAL MOVE
SANCTA — VOODOO DOLL
La luce cremisi assume la forma di una piccola figura umanoide.
Una bambola.
Un bersaglio.
Un’immagine di Kael.
Draculina chiude due dita.
La bambola si contrae.
Kael sente una fitta nel petto.
«Voodoo Doll.»
Il colpo non attraversa lo spazio.
Attraversa la risonanza.
Kael cade in ginocchio.
Non è ferito fisicamente.
È stato colpito nella sua connessione con la Ghost Network.

