We’re Not Really Strangers: la famiglia come campo di forze nel tempo della frattura…
Nel collage “We’re Not Really Strangers” l’universo dei I Simpson viene trasportato in una dimensione altra: non più semplice icona pop, ma dispositivo critico per leggere la disgregazione contemporanea della famiglia. E mentre Bart compie la sua evoluzione, Maggie Simpson — la sorellina neonata razionale, la coscienza morale — sembra uscire di scena, aspirata verso l’esterno, come se una forza centrifuga la stesse risucchiando oltre il quadro. Non cade: viene estratta.
Wanted III – Pigs on the wing! Abduction: metafora di un mondo addomesticato…
Nella serie di artworks dedicata alle abduction aliene o Pigs On The Wing, l’evento fantascientifico non rappresenta un’invasione proveniente dallo spazio, ma un processo molto più terrestre: l’assorbimento silenzioso dell’individuo da parte del sistema in cui vive. L’astronave non rapisce corpi, bensì coscienze.
L’abduction diventa quindi simbolo di una normalizzazione forzata.
Wanted II — La trappola del desiderio (booby trap)…
Se il primo WANTED apriva un varco tra mondi, questo nuovo capitolo cambia prospettiva: non siamo più davanti alla fuga del ricercato, ma davanti alla trappola stessa. E la trappola ha un corpo. Jessica non seduce: innesca. Le sue forme esplosive non promettono accesso, ma errore. Chi guarda entra automaticamente nel meccanismo. L’attrazione diventa vulnerabilità, il desiderio diventa perdita di controllo.
SHARKS SIGHTED TODAY: Avvistati squali. Non solo in mare.
Con “Sharks Sighted Today”, Kael Varrin (pseudonimo di Cosimo Palermo) sposta il focus dall’immaginario fiabesco a quello predatorio. Non più castelli o mondi fantastici, ma una scena apparentemente semplice: una minifigure si avvicina a una pozza d’acqua per abbeverarsi. Un gesto naturale, primario, innocente. Poi l’attacco.
Matar a Saudade….
Nel collage il tempo non scorre: si sovrappone.
I frammenti di colore esplodono come ricordi che non hanno mai deciso se appartenere al passato o al presente. In mezzo a questa tempesta visiva, i Vikings Lego avanzano: piccoli, ma ostinati, scolpiti nella plastica e nella memoria, eles andam para Matar a Saudade….
Lyra Nox – La voce dormiente…
Neon Brick City non è il tipo di posto che ascolta. È una città che urla, che lampeggia, che divora tutto ciò che non riesce a farsi sentire abbastanza forte. Lyra Nox cantava nei livelli bassi, tra i tunnel del trasporto dismesso e i club illegali dove il suono era sporco e il pubblico ancora peggiore. Nessun nome sul cartellone. Nessuna luce fissa. Solo notti infinite e microfoni difettosi. Ma chi restava ad ascoltare… non se ne andava più.
Castelli di plastica contro eserciti invisibili e Voodoo….
Nel collage che accompagna questo articolo ho voluto ricostruire proprio quel tipo di mondo: un castello LEGO della mia infanzia, difeso da giannettieri che cercano di fermare un esercito di scheletri fantasma a cavallo. Catapulte, esplosioni fumettistiche, un grande “YEAH!” sospeso nell’aria. Tutto sembra dinamico, epico, quasi giocoso. E’ cela un misterioso rituale di magia nera o voodoo.












