Darth Draculina Sancta avanzava sospesa a pochi centimetri dal suolo, avvolta nei suoi abiti da guerriera Sith. Il mantello scarlatto danzava come una fiamma viva, mentre la sua mano tesa concentrava una sfera di energia pulsante. Ogni battito di quella massa instabile sembrava rispondere al suo sguardo freddo e implacabile. La Forza scorreva in lei senza freni, pronta a essere liberata in una nuova Epic Battle sul pianeta Buff.
Nel silenzio irreale del pianeta Buff, il deserto respirava polvere e scintille. Le rocce frastagliate, illuminate da un cielo carico di stelle lontane, facevano da anfiteatro a uno scontro destinato a lasciare cicatrici nella Forza stessa.
Di fronte, Kael Varrin lottava per mantenere l’equilibrio su un terreno che sembrava volerlo tradire a ogni passo. La sabbia si sollevava sotto i suoi stivali, il lightsaber blue segnato dalle battaglie brillava come l’ultima linea di difesa. Un istante di esitazione, un respiro di troppo, e tutto sarebbe finito.
La sfera di energia partì con un ruggito sordo.

Kael reagì d’istinto, lasciandosi cadere di lato. Rotolò nella polvere mentre il colpo gli passava a pochi centimetri, esplodendo contro una parete rocciosa alle sue spalle. L’urto sollevò una nube di frammenti incandescenti che inghiottì la scena. Quando riemerse, Kael si rialzò a fatica, il fiato corto, le gambe incerte.
Draculina non attese.
Dal suo braccio prese vita una nuova bolla energetica organica, un’estensione viva del suo corpo e della sua volontà oscura. La bolla organica parti rapida, fendendo la polvere in scie di luce blue e violacea. Kael tentò di avanzare, poi di arretrare, ma il terreno cedeva sotto di lui. Ogni deviazione del lightsaber arrivava con un attimo di ritardo.
Il colpo gli sfiorò la spalla, Kael scivolò all’indietro, cadendo su un ginocchio. Per un istante parve sconfitto, schiacciato dal fuoco incessante e dal peso della Forza oscura che Draculina riversava su di lui.
Poi comprese.
Non era il controllo a salvarlo, ma l’abbandono.
Lasciò che il corpo seguisse il caos del deserto, trasformando lo squilibrio in movimento. Con uno scatto disperato, si lanciò di lato mentre un’ultima scia di energia lasciava solchi fumanti dove si trovava un attimo prima.
Quando la polvere si diradò, i due erano ancora lì.
Feriti, stanchi, ma in piedi.
Il deserto di Buff trattenne il respiro.
Lo scontro non aveva ancora deciso un vincitore — ma aveva già scelto di diventare leggenda.
