Questo collage nasce come riflessione visiva e narrativa attorno a uno dei set LEGO più cupi e affascinanti ispirati all’universo di Stranger Things: la Creel House. Un edificio che, nella serie, non è solo una casa, ma un amplificatore di paure, un luogo dove il confine tra realtà e incubo diventa sottile come una frequenza radio mal sintonizzata.
Accanto alla casa, quasi come un’appendice narrativa inattesa, compare Radio WSQK. Non è un semplice studio radiofonico: è il simbolo della comunicazione, del suono che attraversa lo spazio e raggiunge le persone anche quando non se ne accorgono. Le onde radio, invisibili ma potentissime, diventano qui una metafora: ciò che non vediamo può comunque influenzarci, condizionarci, cambiare il nostro stato d’animo.

Nel collage, il gioco concettuale è chiaro ma volutamente ambiguo. La radio trasmette, la casa riceve. Le frequenze non sono solo suoni, ma idee, paure, suggestioni. La musica ripetitiva, le voci insistenti, i messaggi carichi di tensione evocano il modo in cui certi contenuti, se ascoltati senza filtri, possono trascinare l’individuo lontano da un equilibrio interiore. Non si parla di controllo reale, ma di una rappresentazione artistica di ciò che accade quando la mente si isola, si chiude, perde il contatto con ciò che è “buono” e condiviso.
I personaggi LEGO, allineati davanti alla Creel House, sembrano sospesi tra due mondi: quello luminoso della quotidianità e quello oscuro dell’influenza emotiva. Alcuni resistono, altri appaiono distanti, come se fossero entrati in uno stato di apatia o alienazione, figure che ricordano “zombie” solo in senso simbolico: esseri umani che hanno smesso di scegliere, lasciandosi trascinare da impulsi esterni.
Gli “arconti eterei” evocati dal collage non sono entità reali, ma una potente immagine narrativa: rappresentano le forze astratte — paura, ossessione, violenza mediatica, sessualizzazione estrema — che, se reiterate, possono svuotare di senso e di volontà. È lo stesso linguaggio allegorico che Stranger Things utilizza per parlare di trauma, isolamento e perdita dell’identità, soprattutto nei più fragili.
Creel House – WSQK Radio non è quindi un atto d’accusa, ma una riflessione artistica. Un racconto visivo che usa l’estetica LEGO e l’immaginario della serie per interrogarsi su quanto siamo permeabili ai segnali che ci circondano. Un invito a ricordare che, anche nel rumore più assordante, esiste sempre la possibilità di cambiare frequenza, spegnere la radio e tornare a riconoscere ciò che ci tiene umani.

