La storia dell’umanità è costellata di strategie, alleanze e conquiste. Tra tutte, una delle più celebri è senza dubbio il principio del “Divide et Impera”, espressione latina che significa letteralmente “Dividi e comanda”. Una strategia politica e militare attribuita tradizionalmente a Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno, e successivamente perfezionata dall’Impero Romano per consolidare il proprio dominio su territori vastissimi e popolazioni molto diverse tra loro.
La nuova cartolina artistica firmata Brickscene trasforma questo concetto storico in una rappresentazione creativa e ironica attraverso il linguaggio universale dei mattoncini.
Una fortezza sotto pressione
L’opera raffigura una fortificazione romana costruita con elementi PLAYMOBIL, difesa da soldati schierati sulle mura e all’ingresso principale. All’apparenza il presidio sembra saldo e organizzato, ma osservando attentamente la scena emerge il vero significato dell’immagine.
Davanti alle mura si trovano infatti due celebri personaggi del villaggio gallico più famoso della storia del fumetto: Asterix e Obelix. Da sempre simbolo di resistenza contro il dominio romano, i due eroi rappresentano qui una minaccia esterna capace di mettere in difficoltà l’autorità imperiale.
Il vero elemento narrativo, tuttavia, si trova all’interno della composizione: alcuni soldati sembrano separati dagli altri, isolati e distribuiti in gruppi distinti. Una metafora visiva della strategia del “Divide et Impera”, secondo cui il modo migliore per mantenere il controllo non è affrontare un nemico unito, ma impedirgli di collaborare.
Disclaimer
Questa cartolina rappresenta una piccola novità nel percorso creativo di Brickscene: è infatti la prima realizzata utilizzando set Playmobil anziché LEGO. Purtroppo il materiale fotografico disponibile sul sito ufficiale Playmobil non offre la stessa qualità e varietà di immagini a cui siamo abituati con LEGO, rendendo il lavoro di composizione più complesso. Nonostante questo, il catalogo Playmobil propone numerosi set affascinanti, in particolare dedicati alla storia e alle civiltà antiche, che si prestano perfettamente a progetti di storytelling e divulgazione culturale come quello dedicato al concetto di Divide et Impera. Ci siamo quindi adattati ai limiti tecnici disponibili, privilegiando il valore narrativo e il messaggio dell’opera.

Quando dividere significa governare
L’Impero Romano comprese molto presto che le alleanze tra tribù e popoli sottomessi potevano rappresentare un pericolo maggiore delle singole ribellioni. Per questo motivo favoriva rivalità, differenze culturali e competizioni locali, mantenendo così frammentati i potenziali avversari.
Una popolazione divisa fatica a organizzarsi.
Una popolazione unita può diventare una forza capace di cambiare il corso della storia.
Il messaggio della cartolina va oltre il semplice riferimento storico. Il principio del Divide et Impera continua infatti a essere citato ancora oggi in politica, economia e comunicazione, come esempio di una strategia che sfrutta le divisioni per consolidare il potere.

Asterix : Truppe romane
Con i loro scudi, i quattro soldati romani possono riprodurre la “formazione a testuggine”.
Un osservatore fuori dal tempo
In primo piano compare l’inconfondibile astronauta mascotte di Brickscene. La sua presenza introduce una dimensione quasi metafisica: non partecipa alla scena, ma la osserva dall’esterno, come un viaggiatore che attraversa epoche e mondi differenti.
È il simbolo dello spettatore contemporaneo che guarda al passato cercando di comprenderne le dinamiche, scoprendo come certe strategie continuino a ripetersi nel corso dei secoli, seppur con forme diverse.

Dalle loro torri di guardia, i Romani e il loro centurione Nebulus Nimbus sorvegliano l’accampamento romano di Babaorum.
Mattoncini, storia e storytelling
Con questa nuova creazione, Brickscene prosegue il proprio percorso di marketing narrativo e divulgazione culturale, utilizzando i mondi LEGO o PLAYMOBIL come strumento per raccontare eventi, concetti e idee che hanno segnato la storia dell’umanità.
La forza dell’opera non risiede soltanto nella ricostruzione scenografica della fortezza romana, ma nella capacità di condensare in una singola immagine un principio che ha influenzato imperi, governi e società per oltre duemila anni.
