A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.
“Every empire fears imagination.” Kael Varrin
In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.
Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.
Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.
Il suo nome è Kael Varrin.
Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.
Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.
Questa è la storia della nascita della ribellione.
Questa è la storia di Brickscene.
Italiano
Inglese
Full Episode…
Il castello emergeva dalla nebbia artificiale come una reliquia impossibile.
Torri nere.
Mura antiche.
Finestre illuminate da una luce rossastra.
Il passato e il futuro sembravano essersi incontrati nello stesso edificio.
Il mezzo di Edder attraversò il perimetro.
Atterrò nel cortile interno.
Il portello si aprì.
Edder scese.
Non c’erano guardie.
Non ce n’era bisogno.
Draculina Sancta lo stava aspettando.
Indossava ancora il suo abito scuro.
Il volto era immobile.
Gli occhi fissavano Edder.
Ma questa volta non era sola.
Dietro di lei, nella grande sala del castello, sedeva un’entità che Edder non aveva mai incontrato.
Era alta.
Imponente.
Il corpo sembrava composto da materia organica, metallo e qualcosa di impossibile da classificare.
La sua presenza deformava leggermente la luce della stanza.
Non emanava energia.
La assorbiva.
Edder si fermò.
Draculina parlò.
— Darth Edder.
Edder guardò l’entità.
— Chi è?
Draculina rimase in silenzio.
Fu l’entità a rispondere.
— Gulbenkian.
Edder lo osservò.
— Un Arconte?
Un lungo silenzio.
Poi Gulbenkian sorrise.
— Una definizione molto recente.
Edder avanzò.
— Mi avete fatto venire qui per parlare della Grande Guerra.
— No — rispose Gulbenkian.
— Allora per cosa?
Gulbenkian indicò il terminale che Edder aveva ancora nella memoria visiva.
— Perché finalmente hai visto il risultato.
Edder rimase immobile.
— Il risultato di cosa?
— Del primo Protocollo.
Draculina si avvicinò.
— Tu hai sempre creduto che la guerra fosse stata combattuta per conquistare territori.
Edder la guardò.
— Non lo era?
Gulbenkian rispose:
— La guerra non doveva conquistare il mondo.
Pausa.
— Doveva trasformarlo.
Edder ricordò la schermata.
POPULATION REDUCTION: 87.4%.
— E quel numero?
— Un parametro.
— L’87,4% della popolazione?
— Della popolazione considerata operativamente necessaria.
Edder rimase in silenzio.
Gulbenkian continuò:
— La Grande Guerra non aveva un unico obiettivo.
— Quali erano gli altri?
— Riduzione. Automazione. Estrazione.
Draculina completò:
— E sostituzione.
Edder la fissò.
— Sostituzione di cosa?
Gulbenkian lo guardò.
— Dell’uomo.
IL PRIMO PROTOCOLLO
Davanti a loro apparve una proiezione.
Il pianeta.
Anno 2128.
Le zone della guerra si illuminarono.
Poi le città.
Poi le infrastrutture.
Poi le reti energetiche.
Infine i sistemi produttivi.
Gulbenkian parlò.
— La guerra ha dimostrato che una civiltà può sopravvivere alla perdita della maggioranza della propria popolazione.
Un’altra immagine apparve.
Fabbriche completamente automatizzate.
— Ha dimostrato che la produzione può continuare senza lavoratori.
Altra immagine.
Reti energetiche autonome.
— Ha dimostrato che l’energia può essere distribuita senza una società che la controlli.
Altra immagine.
Sistemi agricoli automatizzati.
— Ha dimostrato che il cibo può essere prodotto senza agricoltori.
Edder capì.
— Quindi la guerra…
— …è stata un esperimento.
Gulbenkian sorrise.
— La guerra è stata il primo test del War Protocol.
2190
La proiezione cambiò.
L’anno comparve al centro della sala.
2190
Le immagini della città si sovrapposero.
Neon Brick City.
Mercy Park.
Cinder District.
Le infrastrutture Syn.
Le reti neurali.
I laboratori Genesis.
I sistemi Neurokit.
Gulbenkian disse:
— Il secondo Protocollo non ha bisogno di eserciti.
Edder:
— Perché?
— Perché gli eserciti appartengono al passato.
Una nuova sequenza apparve.
GENESIS
BODY
NEUROKIT
MIND
SYN CORP
WORLD
Poi una quarta parola.
SYNTH-FUEL
DEPENDENCY
Edder osservò lo schema.
— Genesis modifica il corpo.
— Sì.
— Neurokit modifica la mente.
— Sì.
— Syn controlla l’ambiente.
— Sì.
— E Synth-Fuel?
Gulbenkian rispose:
— Energia. Cibo. Distribuzione.
Pausa.
— Sopravvivenza.
SYNTH-FUEL
La proiezione mostrò una città del 2190.
Ogni edificio era collegato alla rete.
Energia.
Trasporti.
Alimentazione.
Produzione.
Distribuzione.
Tutto fluiva attraverso la stessa architettura.
Gulbenkian:
— Chi controlla l’energia controlla le macchine.
La proiezione cambiò.
— Chi controlla il cibo controlla i corpi.
Nuova immagine.
— Chi controlla la distribuzione controlla entrambi.
Edder guardò Draculina.
— Non avete più bisogno di bombardare una città.
Draculina sorrise.
— No.
Gulbenkian concluse:
— È sufficiente controllare ciò che mangia.
IL VERO WAR PROTOCOL
Sul pavimento comparve una nuova struttura.
WAR PROTOCOL
PHASE I
WAR
PHASE II
DEPENDENCY
PHASE III
REPLACEMENT
Edder:
— La prima fase è conclusa.
— Da molto tempo.
— La seconda è già iniziata.
— Da prima che tu arrivassi a Cinder District.
Edder guardò Gulbenkian.
— E la terza?
Gulbenkian rimase in silenzio.
Poi comparve una scritta.
Edder non disse nulla.
Draculina guardò Gulbenkian.
— Non puoi cancellare completamente l’umanità.
— Non è necessario.
— E cosa vuoi farne?
Gulbenkian rispose:
— Renderla incapace di ricordare di essere stata libera.
LA MEMORIA
La sala cambiò.
Ora non c’erano più città.
C’erano volti.
Milioni di volti.
Ricordi.
Infanzia.
Famiglie.
Guerre.
Amori.
Morti.
Luoghi.
Eventi.
Poi alcuni ricordi cominciarono a scomparire.
Uno dopo l’altro.
Gulbenkian:
— La guerra del 2128 ha insegnato una cosa che le armi non avevano mai potuto insegnare.
Edder:
— Cosa?
— Chi controlla il passato non deve più controllare il presente.
Draculina aggiunse:
— Perché il presente crederà di essere stato sempre così.
Edder pensò immediatamente a Kael.
— Kael Varrin.
La sala si fermò.
Per la prima volta, Gulbenkian smise di sorridere.
KAEL VARRIN
Edder:
L’immagine di Kael apparve davanti a loro.
Un volto.
Un occhio aumentato.
Una serie di dati.
KV-947
STATUS:
ANOMALY
MEMORY:
UNSTABLE
GHOST NETWORK:
CONNECTED
NODE ZERO:
ACTIVE
— Perché è un problema?
Gulbenkian rispose:
— Non perché combatte le macchine.
Pausa.
— Perché sa usarle senza appartenere loro.

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