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Kael Varrin Chronicles — Episode 8: Brickscene

A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.

“Every empire fears imagination.” Kael Varrin

In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.

Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.

Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.

Il suo nome è Kael Varrin.

Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.

Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.

Questa è la storia della nascita della ribellione.

Questa è la storia di Brickscene.

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Approfondimento — Il significato esoterico del monolite

Il monolite, nella sua accezione esoterica e simbolica, rappresenta molto più di una semplice formazione rocciosa o di un antico monumento. È un potente archetipo legato all’unità, alla stabilità e alla connessione tra cielo e terra.

I suoi significati principali si articolano su più livelli:

Axis Mundi (Asse del Mondo)
Il monolite è spesso percepito come un punto di congiunzione tra il piano divino (cielo) e quello terreno. La sua verticalità simboleggia il collegamento tra i diversi livelli dell’esistenza, fungendo da asse centrale del cosmo.

Stabilità e Immobilità
Rappresenta l’eterno, l’immutabile e la solidità della verità spirituale. Essendo costituito da un unico blocco (“mono-lito”), incarna l’unità in opposizione alla frammentazione del mondo materiale.

Adorazione e Divinità
Nel corso della storia, molti monoliti sono stati venerati come dimore di spiriti o divinità. Un esempio emblematico è Uluru, considerato una montagna sacra dalle popolazioni aborigene.

Luogo di Potere e Iniziazione
Numerosi monoliti, come i menhir o le rocce forate (ad esempio “U Campanaro” in Sicilia), presentano orientamenti astronomici legati ai solstizi, suggerendo un utilizzo in rituali iniziatici o nella misurazione del tempo sacro.

Simbolo di Evoluzione e Mistero
Nella cultura moderna, anche grazie al film 2001: Odissea nello spazio, il monolite nero è diventato un simbolo di evoluzione della coscienza, intelligenza superiore e incontro con l’ignoto.

In sintesi, il monolite esoterico è un vero e proprio “pilastro del cosmo”: un punto immobile nella ricerca spirituale e un simbolo della natura unitaria e divina del Tutto.

Full Episode….

Kael salì verso Draculina mentre sotto di lui Lyra continuava a tenere in vita il giardino con la sua voce. I petali bianchi venivano sollevati dal vento artificiale e attraversati dalla luce rossa dei droni, trasformandosi in una nevicata sacra e malata.

Draculina lo aspettava immobile.

“Ancora una volta,” disse, “arrivi da me troppo tardi.”

“Oppure troppo presto.”

Lei sorrise.

“È per questo che non ho mai smesso di guardarti.”

Si scontrarono.

Non fu un duello fatto solo di colpi.

Fu una collisione di memoria, desiderio, colpa e visione. Kael cercava il nucleo del protocollo. Draculina cercava il nucleo di lui.

Ogni volta che le loro traiettorie si incrociavano, per un istante il presente si piegava e ritornavano immagini del passato: il cortile di Oblivion, il primo bacio, un tavolo sospeso, una frase lasciata a metà, la possibilità che in un altro mondo le cose sarebbero andate diversamente.

Era questo il vero potere di Sancta.

Fare della nostalgia un’arma.
Fare dell’accesso un ritorno.
Fare del desiderio una tecnologia.

Sotto il ponte, Lyra sentì tutto.

Per la prima volta capì davvero che il rapporto tra Kael e Draculina non era solo sentimentale, né solo strategico.

Era architetturale.

Lei lo aveva attivato anni prima.

E ora stava cercando di completare il circuito.

Poi Draculina vinse il mezzo secondo che le serviva.

Posò una mano sul petto di Kael.

Non per ferirlo.

Per attivare qualcosa.

Il mattoncino nero nascosto nel mantello di lui iniziò a brillare.

Kael si irrigidì.

Aurelion, dal basso, capì subito.

“No!”

Troppo tardi.

Il mattoncino non era solo un ricordo.
Non era solo un artefatto di Node 7.
Era una chiave antica. Un frammento di accesso a un archivio più profondo della Ghost Network. Più vecchio di Node 7. Più vecchio dell’Impero.

Più vecchio perfino della scelta di Edder.

Alla parola non detta, Kael sentì un brivido netto lungo la schiena.

Perché in quell’istante gli tornò davanti la visiera nera di Edder nel deposito in fiamme. E dietro di essa, per un frammento di secondo, quello sguardo impossibile. Quello che non sembrava interamente umano.

Come se tutto fosse collegato da prima che loro lo capissero.

Sotto il giardino, la terra si aprì.

Non una voragine.

Una porta.

Dalle profondità salì un bagliore bianco-argento, attraversato da linee nere come incisioni su un mattone sacro. Tutti si fermarono.

Droni.
Ragazzi.
Lyra.
Riff nel canale.
Aelyra col dito fermo sullo scatto.

Perfino Draculina perse il sorriso per un istante.

Questo era importante.

Perché significava che anche lei non controllava tutto.

Aurelion alzò lo sguardo verso la fenditura e disse la sola frase che nessuno voleva sentire:

“Avete appena risvegliato il Nodo Zero.”

Silenzio.

Ma non davvero.

Perché Lyra sentì subito che il silenzio era pieno.

Pieno di memorie.
Di voci.
Di possibilità.
Di qualcosa che stava osservando da moltissimo tempo.

Poi, dalla luce, arrivò una voce.

Non maschile.
Non femminile.
Non umana.

“KAEL VARRIN // ACCESSO RICONOSCIUTO
DARTH DRACULINA SANCTA // ACCESSO RICONOSCIUTO
DARTH EDDER // ACCESSO IN ATTESA”

Kael sentì il vuoto aprirsi nello stomaco.

Perché quel nome non avrebbe dovuto essere lì.

Non così.

Non a quel livello.

Lyra lo capì nello stesso istante.

Aurelion non disse nulla, ma il suo volto si fece più grave.

Aelyra, quasi senza rendersene conto, fece uno scatto.

Nella fotografia comparve solo luce deformata.

E dentro quella luce, per un istante, una sagoma scura come un errore nella rete.

“C’è qualcosa oltre l’accesso,” sussurrò.

Riff, dal canale, aveva smesso perfino di ironizzare.

“Kael… qualsiasi cosa sia, sta toccando tutta la città.”

Lyra alzò lo sguardo verso la fenditura.

Sentiva la rete passare attraverso di lei senza ancora fermarsi in lei.

Come se la struttura la stesse misurando.

Valutando.

Aspettando.

Draculina la guardò.

E finalmente sorrise davvero.

Non con vanità.

Non con crudeltà.

Con sollievo.

“Adesso,” disse, “inizia la guerra.”

CLIFFHANGER

Nel silenzio che seguì, tutti gli schermi di Neon Brick City si accesero nello stesso istante.

Un volto.

Un elmo nero.

Una voce fredda.

“Finalmente.”

Kael non batté ciglio.

Lyra sentì il gelo risalirle lungo la schiena.

Aurelion chiuse gli occhi come se stesse ascoltando una conferma che sperava di non ricevere.

Perché quello era Darth Edder.

Ma la presenza dietro la voce non era più solo sua.

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