Con “Sharks Sighted Today”, Kael Varrin (pseudonimo di Cosimo Palermo) sposta il focus dall’immaginario fiabesco a quello predatorio. Non più castelli o mondi fantastici, ma una scena apparentemente semplice: una minifigure si avvicina a una pozza d’acqua per abbeverarsi. Un gesto naturale, primario, innocente. Poi l’attacco.
Uno squalo emerge e la scena si spezza. L’acqua, simbolo di vita, diventa territorio di caccia. Ma qui il mare non è mare. È sistema.

Lo squalo come allegoria del potere
Il riferimento agli squali non è zoologico, è politico ed economico. Lo squalo è metafora del predatore contemporaneo: invisibile finché non è troppo tardi, silenzioso, strutturalmente dominante.
La minifigure – fragile, standardizzata, intercambiabile – rappresenta l’individuo che si avvicina alla fonte: conoscenza, creatività, mercato, opportunità. Ma nel momento stesso in cui cerca di attingere, viene intercettata.
Il lavoro suggerisce un parallelismo con il mondo del potere e delle dinamiche legate al controllo economico e al copyright infringement: territori dove l’apparente libertà di accesso può trasformarsi in terreno minato, dove le regole non sono sempre chiare e dove il piccolo rischia di essere divorato dal grande.
Non è una denuncia diretta. È un monito visivo.

Gli squali terrestri
Il titolo, Sharks Sighted Today, suona come un avviso da spiaggia. Un cartello pubblico. Un bollettino.
Ma gli squali evocati da Varrin non nuotano soltanto nell’acqua. Sono “terrestri”: operano nei sistemi economici, nei meccanismi legali, nei mercati creativi, nei contesti in cui il potere si esercita attraverso norme, brevetti, proprietà e controllo.
L’acqua nella scena è una pozza minima, quasi insignificante. Eppure è sufficiente. Perché non serve l’oceano per attivare il predatore: basta uno spazio vulnerabile.

Estetica pop, messaggio adulto
L’impianto visivo richiama la grafica pop anni ’60: campiture piatte, puntinato, skyline stilizzati. Il contrasto tra estetica giocosa e contenuto drammatico è intenzionale. LEGO e fumetto diventano strumenti per parlare di competizione feroce e asimmetria di potere.
Come nelle altre cartoline del progetto, l’apparente leggerezza è solo superficie.
Il retro: il gioco come contro-narrazione
Sul retro, firmato, timbrato e datato da Kael Varrin, compare ancora una volta un word search puzzle con hidden phrase legata a un cult movie.
La struttura è la stessa: cercare, eliminare, leggere ciò che rimane.
Un esercizio di attenzione.
Un invito a decifrare il sistema.
Perché nel mondo degli squali, la sopravvivenza passa anche dalla capacità di riconoscerli.
Tiratura 1/2 – L’errore come rarità
Anche questa cartolina, per un errore di stampa, è stata prodotta in due soli esemplari. Tiratura 1/2.
Un’anomalia tecnica che diventa parte del concetto: nel sistema industriale, ciò che sfugge al controllo acquisisce valore. L’errore si trasforma in unicità.
Sharks Sighted Today non parla solo di attacchi.
Parla di contesto.
Parla di vulnerabilità.
Parla di educazione alla consapevolezza.
Perché il mare può sembrare calmo.
Ma gli squali non avvisano due volte.
