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Kael Varrin Chronicles — Episode 27: Munchlax / Season Four – White Archive

A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.

Every empire fears imagination.” Kael Varrin

In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.

Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.

Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.

Il suo nome è Kael Varrin.

Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.

Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.

Questa è la storia della nascita della ribellione.

Questa è la storia di Brickscene.

Italiano

Inglese

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Lyra Nox – Brand Ambassador MUKZIN

La campagna MUKZIN – Oriental Fever diventa parte integrante della narrazione: quello che vediamo nelle immagini promozionali non è semplicemente un servizio fotografico, ma un’anticipazione visiva di ciò che accadrà nel fumetto.

Scopri gli altri collegamenti tra Episodi – Blog – Monsters – Cartoline – Marketing
alt="LyraNoxandpocketmoster(Pokémon)"

Articolo Blog

La seconda passione di Lyra NOX: i Pocket Monster (Pokémon) dei Giardini Segreti di Neon Brick City

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Cartolina Limited Edition

Cartolina Lego Media – Lyra Nox e i Pocket Monster – Tier Family

alt="2 Episodio Lyra Nox Copertina"

Episodio n° 2: Lyra Nox

Neon Brick City non era una città che dormiva, era una città che fingeva di dormire.

Full Episode…

La città cambia volto.

Grattacieli.

Neon.

Ologrammi.

Ma basta allontanarsi dalle arterie principali perché Neon Brick City mostri ancora le sue cicatrici.

Nel cuore del distretto MUKZIN esiste ancora un pezzo di città che il progresso ha dimenticato.

Una vecchia scuola.

Chiusa da anni.

Mai realmente abbandonata.

Lyra cammina lungo una strada stretta e umida.

Ai lati, vecchi edifici cinesi sono schiacciati contro nuove costruzioni, insegne al neon, tubature e impalcature.

Lei indossa il suo nuovo outfit nero MUKZIN, cuffie illuminate di blu.

Nix la segue.

Didascalia:

Da quando la Ghost Network ha risposto al suo richiamo, Lyra aveva iniziato a cercare una cosa precisa.

Non un luogo.

Non una persona.

Una creatura.

Lyra guarda il piccolo dispositivo che tiene tra le dita.

Sul display compare una traccia intermittente.

SCHHHH…
SIGNAL TRACE

LYRA:

«Ancora pochi metri.»

Nix annusa l’aria.

Lyra si ferma.

LYRA:

«Lo senti anche tu, vero?»

Nix alza le orecchie.

La scuola appare alla fine della strada.

Un enorme cancello arrugginito.

Vecchie lanterne cinesi ormai spente.

Una targa quasi completamente consumata.

Didascalia:

Un tempo qui studiavano centinaia di ragazzi.

Lingue.

Storia.

Musica.

Arte.

Poi il distretto cambiò.

La scuola chiuse.

E nessuno tornò più a riaprire quelle porte.

Lyra osserva il cancello.

Sul muro qualcuno ha scritto:

ORIENTAL FEVER

La scritta è vecchia, ma ancora perfettamente leggibile.

Lyra sorride appena.

LYRA:

«Carino.»

Nix guarda verso una finestra.

LYRA:

«Che c’è?»

Nix ringhia piano.

GRRRR…

Lyra si volta.

Una finestra al secondo piano è illuminata.

Una luce calda.

Debolissima.

LYRA:

«Pensavo fosse abbandonata.»

PAGINA 3

Lyra entra.

Il corridoio è buio.

Vecchi banchi verdi.

Armadi.

Cartelloni scolastici.

Poster ingialliti.

Sulle pareti sono ancora visibili caratteri cinesi e vecchie illustrazioni.

Il suo passo produce un’eco.

TAC…
TAC…
TAC…

Didascalia:

La scuola non era completamente silenziosa.

Era piena di piccoli rumori.

Tubature.

Vento.

Metallo che si dilatava.

E qualcosa che respirava.

Lyra si ferma.

Toglie lentamente una cuffia dall’orecchio.

LYRA:

«Nix…»

Silenzio.

Poi:

CRUNCH.

Lyra spalanca gli occhi.

LYRA:

«…quello non era un tubo.»

Lyra segue il rumore.

Arriva davanti a una vecchia aula.

La porta è socchiusa.

Sul vetro è ancora visibile la scritta:

MUKZIN CULTURAL SCHOOL

Dentro, banchi rovesciati.

Vecchi libri.

Una lavagna.

E sul pavimento…

piccole impronte.

Didascalia:

La traccia che Lyra aveva seguito fin lì non proveniva dalla Ghost Network.

Era la risposta a una domanda molto più semplice.

Chi vive ancora qui?

Lyra si accovaccia.

Sfiora una delle impronte.

LYRA:

«Munchlax.»

Nix la guarda.

LYRA:

«È qui.»

Lyra apre lentamente la porta.

CREEEEAK…

Una vecchia mensa scolastica.

Scaffali pieni di scatole.

Vecchi distributori automatici.

Uno di questi è ancora acceso.

BZZZZZZ…

Sul display compare:

EMERGENCY FOOD SUPPLY

Lyra osserva le confezioni vuote sparse sul pavimento.

Una.

Due.

Dieci.

Decine.

LYRA:

«Adesso capisco.»

Nix annusa una scatola.

Lyra sorride.

LYRA:

«Non sei venuta qui per caso.»

Silenzio.

Poi qualcosa si muove dietro uno scaffale.

THUMP.

Lyra si gira.

LYRA:

«E nemmeno io.»

IL VERO MOTIVO

Qui introdurrei finalmente la parte che lega Munchlax alla Ghost Network, senza rivelare subito tutto.

Lyra potrebbe aver trovato nel sottobosco della Ghost Network una vecchia leggenda digitale:

MUNCHLAX — CLASSIFIED / LOST SIGNAL

Un Pocket Monster avvistato in diversi luoghi dove la Ghost Network aveva registrato anomalie.

Non era semplicemente capace di “entrare” nella rete.

La sua presenza faceva qualcosa alla rete.

La disturbava.

La apriva.

La richiudeva.

Come se il suo cervello riuscisse a percepire contemporaneamente due frequenze diverse.

E Lyra vuole proprio questo.

Lyra guarda il dispositivo.

Sul display appare una vecchia registrazione.

UNKNOWN SIGNAL
GHOST NETWORK
SIGNATURE: 98.7%

LYRA:

«Ti ho cercato per settimane.»

Poi una seconda schermata.

MUNCHLAX — UNREGISTERED

LYRA:

«Dicono che tu possa sentire ciò che esiste dall’altra parte.»

Pausa.

LYRA:

«Io non voglio soltanto sentirla.»

Il display della cuffia di Lyra si illumina.

Blu.

LYRA:

«Voglio poterci entrare.»

Un rumore.

CRUNCH.

Lyra alza lentamente lo sguardo.

Dietro i banchi appare finalmente una piccola sagoma.

Un Munchlax.

Seduto.

Con qualcosa tra le zampe.

La creatura mastica tranquillamente.

Lyra rimane immobile.

Nix invece fa un passo avanti.

LYRA:

«Eccoti.»

Munchlax smette di mangiare.

La guarda.

Per un istante tutto sembra normale.

Poi…

le luci della vecchia scuola si accendono contemporaneamente.

CLACK.
CLACK.
CLACK.

Tutti i vecchi monitor della mensa prendono vita.

Sul loro schermo compare la stessa scritta:

GHOST NETWORK

Lyra sgrana gli occhi.

Munchlax continua a fissarla.

Didascalia:

Lyra aveva trovato il Pocket Monster.

Ma non era lei ad aver trovato lui.

Era lui che l’aveva chiamata.

1 commento su “Kael Varrin Chronicles — Episode 27: Munchlax / Season Four – White Archive”

  1. Pingback: MUKZIN – Oriental Fever: Brickscene apre una nuova finestra sulla fashion asiatica - BRICKSCENE

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