A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.
“Every empire fears imagination.” Kael Varrin
In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.
Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.
Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.
Il suo nome è Kael Varrin.
Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.
Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.
Questa è la storia della nascita della ribellione.
Questa è la storia di Brickscene.
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Full Episode….
Le Blood Falls scorrevano lente nel silenzio dell’Antartide.
Fiumi rossi attraversavano il ghiaccio eterno come ferite aperte sulla superficie del pianeta.
Sotto quel paesaggio impossibile si nascondeva uno dei segreti meglio custoditi della Terra.
Una gigantesca piramide nera emergeva dalla calotta polare.
Solo la punta era visibile.
Il resto della struttura si estendeva per chilometri sotto il ghiaccio.
Una città sotterranea.
Una rete di server quantici grande quanto una nazione.
Generatori geotermici.
Laboratori.
Archivi.
Bunker.
La vera capitale della Archon Network.
Attorno alla piramide giacevano relitti di satelliti precipitati dal cielo.
Resti di stazioni orbitali.
Antenne spezzate.
Tecnologia dimenticata proveniente da guerre che il mondo non ricordava più.
Nel cuore della struttura si trovava la Aspen Room.
Una sala circolare scavata direttamente nel ghiaccio antartico.
Le pareti erano composte da schermi viventi.
Mappe neurali.
Profili psicologici.
Statistiche sociali.
Flussi informativi.
L’intera umanità era rappresentata davanti agli occhi degli Arconti.
Seduto al centro della sala, Darth Edder osservava il pianeta.
Davanti a lui comparvero figure oscure.
Volti nascosti.
Presenze distorte.
Entità che sembravano esistere tra materia e informazione.
Gli Arconti.
“Il Nodo Zero è caduto.”
La voce dell’Arconte Supremo attraversò la Aspen Room.
“Ma la Ghost Network continua a crescere.”
Nuove immagini apparvero nell’aria.
Neon Brick City.
Operatori Fantasma.
Custodi dei Nodi.
Architetti Nascosti.
Persone che iniziavano a ricordare.
Persone che iniziavano a risvegliarsi.
Persone che iniziavano a vedere oltre il velo.
Per alcuni secondi nella sala calò il silenzio.
Poi l’Arconte pronunciò una sola parola.
“Memory Wars.”
Le luci cambiarono colore.
Milioni di ricordi apparvero come costellazioni sospese.
Emozioni.
Paure.
Traumi.
Speranze.
Intere vite umane trasformate in connessioni luminose.
“Se non possiamo controllare il presente…”
La voce risuonò nell’intera struttura.
“…controlleremo il passato.”
Darth Edder sorrise.
“La gente dimenticherà chi è.”
A migliaia di chilometri di distanza, Neon Brick City brillava come una costellazione artificiale.
Nel Distretto Nexus, migliaia di persone attraversavano passerelle sospese tra grattacieli digitali.
Node Hub.
Centri dati.
Officine tecnologiche.
Punti di accesso della Ghost Network.
Sembrava una notte normale.
Poi tutte le insegne della città lampeggiarono simultaneamente.
Una volta.
Due.
Tre.
L’intera metropoli emise un impulso invisibile.
Un segnale che nessun sistema riuscì a identificare.
Nel giro di pochi secondi qualcosa cambiò.
Un operatore osservò il proprio terminale senza ricordare la password.
Una donna dimenticò il volto di sua sorella.
Un ragazzo non ricordava più il proprio nome.
Un tecnico dimenticò il motivo per cui si trovava lì.
Il panico iniziò a diffondersi.
Livello dopo livello.
Quartiere dopo quartiere.
Come un virus invisibile.
Le Memory Wars erano iniziate.
Gli Arconti non stavano attaccando i server.
Non stavano attaccando la città.
Stavano attaccando l’identità stessa dell’umanità.
Molto più in alto, sopra i livelli superiori di Neon Brick City, Aelyra Flux osservava la città attraverso il suo visore fotografico.
La Ghost Network la chiamava la Fotografa del Presente Futuro.
Le sue apparecchiature erano uniche.
Non catturavano soltanto immagini.
Registravano frammenti di memoria.
Emozioni.
Possibilità.
Tracce temporali.
Mentre fotografava il Distretto Nexus, qualcosa apparve nel visore.
Volti che si cancellavano.
Ricordi che svanivano.
Intere porzioni di identità che si dissolvevano come polvere digitale.
Aelyra abbassò lentamente la fotocamera.
Per la prima volta sembrava spaventata.
“Non stanno manipolando le informazioni…”
sussurrò.
“Stanno cancellando le persone.”
Attivò immediatamente un canale criptato.
Il volto di Kael Varrin apparve davanti a lei.
“Kael… stanno riscrivendo la memoria collettiva.”
Nel Bike Fit Lab, Kaelor Veyn osservava dati impossibili.
I sistemi biometrici utilizzati per monitorare gli atleti registravano anomalie neurologiche in tutta la città.
Le onde cerebrali di migliaia di persone stavano cambiando simultaneamente.
Pattern cognitivi.
Sequenze mnemoniche.
Risposte emotive.
Qualcuno stava modificando il funzionamento stesso della mente umana.
“Questa non è una guerra tecnologica.”
mormorò.
“È una guerra mentale.”
Nei livelli inferiori della città, Riff Calder fissava una vecchia immagine delle sue prime gare.
La osservò a lungo.
Poi impallidì.
Non ricordava più quel giorno.
Non ricordava più alcuni volti.
Non ricordava più una parte della propria storia.
Per la prima volta ebbe paura.
La paura di perdere se stesso.
Da un’altra parte della città, Static Vale seguiva una frequenza anomala.
Una trasmissione nascosta.
Una firma energetica sconosciuta.
Attraversò firewall.
Archivi oscuri.
Nodi dimenticati.
Poi individuò la sorgente.
Antartide.
Blood Falls.
Static rimase immobile.
“Ho trovato il cuore della Archon Network.”
Nel frattempo la Ghost Network iniziò a reagire.
Messaggi criptati apparvero ovunque.
Canali nascosti.
Nodi segreti.
Trasmissioni d’emergenza.
Kael osservava le mappe olografiche.
Le connessioni della resistenza crescevano rapidamente.
Sempre più persone stavano cercando rifugio.
Sempre più individui cercavano un modo per proteggere la propria identità.
Poche ore dopo, nel quartier generale della Ghost Network, Kael, Lyra, Aurelion, Aelyra Flux, Static Vale, Kaelor Veyn e Riff Calder osservavano gli schermi.
Le segnalazioni aumentavano ogni minuto.
Milioni di persone stavano dimenticando.
Milioni di ricordi venivano alterati.
Milioni di identità rischiavano di scomparire.
Aurelion aprì una nuova interfaccia.
Un simbolo sconosciuto apparve davanti a tutti.
Una struttura composta da livelli.
Percorsi.
Missioni.
Classificazioni.
Connessioni.
Lyra lo osservò incuriosita.
“Cos’è?”
Aurelion sorrise.
“È il Nexus.”
La struttura olografica iniziò a ruotare.
“Nessuno può vincere una guerra della memoria da solo.”
Nuovi livelli apparvero.
Reclute.
Operatori.
Agenti Fantasma.
Custodi dei Nodi.
Architetti Nascosti.
“Ogni individuo che supera i test di compatibilità mentale può entrare nella rete.”
Kael osservava il sistema.
Sembrava vivo.
Un organismo in continua evoluzione.
“Come funziona?”
chiese.
“Attraverso missioni.”
Aurelion indicò le connessioni luminose.
“Ogni sfida completata rafforza la memoria individuale e quella collettiva.”
Nuovi simboli apparvero.
Frammenti di conoscenza.
Archivi.
Trasmissioni.
Codici.
Missioni segrete.
“Più persone collaborano…”
Le connessioni iniziarono a moltiplicarsi.
“…più diventa difficile per gli Arconti cancellare ciò che siamo.”
Sempre più persone si stavano collegando.
Sempre più individui si stavano aiutando a vicenda.
Più gli Arconti cancellavano.
Più il Nexus ricostruiva.
Nel frattempo qualcosa stava accadendo nelle profondità della rete.
Darth Edder osservava i risultati dell’attacco.
Milioni di memorie compromesse.
Milioni di identità alterate.
Ma qualcosa attirò la sua attenzione.
Una zona del pianeta.
Neon Brick City.
Le connessioni della Ghost Network non stavano collassando.
Anzi.
Aumentavano.
Nuovi nodi comparivano ogni minuto.
Nuovi individui si collegavano.
Nuove Reclute entravano nella rete.
Nuovi Operatori completavano missioni.
Nuovi Custodi proteggevano archivi.
Nuovi Architetti emergevano dall’ombra.
Sempre di più.
Sempre più velocemente.
Darth Edder strinse i pugni.
“Come è possibile?”
Poi vide il simbolo.
Il Nexus.
E comprese il problema.
Gli esseri umani stavano facendo qualcosa che gli Arconti non avevano previsto.
Stavano condividendo la memoria.
Condividevano conoscenza.
Esperienze.
Storie.
Identità.
Ciò che veniva cancellato da uno veniva conservato da un altro.
La memoria collettiva era diventata un’arma.
Più tardi, sopra il Distretto Centrale, Aelyra Flux analizzava le immagini raccolte durante l’attacco.
Una fotografia mostrava qualcosa di impossibile.
Una figura luminosa.
Quasi invisibile.
Nascosta tra i livelli della realtà.
Aelyra ingrandì l’immagine.
Poi un’altra.
Poi un’altra ancora.
La stessa figura appariva in fotografie scattate in punti completamente diversi della città.
Come se qualcuno stesse cercando di comunicare.
Kael osservò gli schermi.
Lyra trattenne il respiro.
Aurelion impallidì.
“Non è possibile…”
Sul bordo di una delle immagini apparve un simbolo.
Una fiche luminosa.
Accanto ad essa una sequenza criptata.
Un codice.
Un messaggio.
Una chiave.
“Che cosa significa?”
chiese Kael.
Aurelion osservò il simbolo.
Poi alzò lentamente lo sguardo.
“È un accesso.”
“Un accesso a cosa?”
Per alcuni secondi nessuno parlò.
Poi Aurelion pronunciò parole che fecero calare il silenzio nella stanza.
“Al Vault della Memoria.”
Nello stesso istante, sotto i ghiacci delle Blood Falls, gli Arconti attivarono una nuova sequenza.
MEMORY WAR PHASE 2
Le luci della Aspen Room si spensero.
Nell’oscurità comparvero milioni di occhi luminosi.
E per la prima volta…
gli Arconti smisero di cercare i ricordi dell’umanità.
Per iniziare a dare la caccia agli Hidden Architects.

























