ADV LA BELLA CARUANA — Poggioreale (TP)
Scopri
ADV CASA FRANCESCO — San Vito Lo Capo
Prenota
ADV WINEDOOR.IT — Champagne Bruno Paillard
Scopri
ADV GRAZIA PELLETTERIA — Saldi su borse e zaini
Scopri
ADV HYGGE PETFOOD — Benessere naturale per cani
Scopri
ADV PERLETTI — Ombrelli per passione
Scopri
ADV DOCTOR QUALITY — Prodotti a prezzi imbattibili
Scopri
ADV KASTNER & OEHLER — Moda e stile senza tempo
Scopri
ADV IMOU — Tecnologia smart per la sicurezza
Scopri
ADV WORLD BUSINESSES FOR SALE — Compra o vendi aziende
Scopri
ADV BRICKZONEHUB — Display case premium per set LEGO®
Scopri
Vai al contenuto

Kael Varrin Chronicles — Episode 14: Elyma City / Season Two – War Of The Nodes

A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.

“Every empire fears imagination.” Kael Varrin

In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.

Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.

Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.

Il suo nome è Kael Varrin.

Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.

Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.

Questa è la storia della nascita della ribellione.

Questa è la storia di Brickscene.

alt="Season Two War of the Nodes Episode 14 Elyma City Brickscene Copertina"
title=”Season Two War of the Nodes Episode 14 Elyma City Brickscene Copertina”
previous arrow
next arrow

Download the Comics

Free PDF edition — Brickscene Graphic Novel

Download the Comics

Free PDF edition — Brickscene Graphic Novel

Full Episode….

Più tardi, nelle profondità di Hollow-9, Aurelion condusse Kael e Lyra lontano dai livelli abitati di Neon Brick City. Attraversarono vecchi ascensori industriali, tunnel dimenticati e corridoi che nessuna mappa ufficiale riportava più da decenni. Sembrava che stessero entrando nelle fondamenta stesse della città.

Alla fine del percorso una gigantesca porta blindata si aprì lentamente davanti a loro.

Oltre quella soglia si estendeva qualcosa di impossibile.

Una vasta cupola trasparente illuminata da una luce artificiale che imitava il sole.

Sotto quella volta di vetro e materiali sintetici era stata conservata un’intera città.

Case.

Strade.

Piazze.

Giardini.

Frammenti di un passato che il mondo aveva quasi dimenticato.

Kael rimase immobile.

«Che posto è questo?»

Aurelion osservò la città con rispetto.

«Benvenuti a Elima City.»

Lyra guardava incredula le costruzioni storiche conservate sotto la cupola.

Sembrava un mondo appartenente a un’altra epoca.

«Lo era davvero», spiegò Aurelion.

«Molto tempo fa questo luogo era conosciuto come Poggioreale. Una delle città che esistevano prima delle Megastrutture e prima della Rete Oscura.»

Mentre parlava, vecchi archivi olografici iniziarono ad apparire nell’aria.

Mostravano terremoti devastanti.

Edifici crollati.

Strade distrutte.

Poi arrivarono immagini ancora più oscure.

Conflitti.

Bombardamenti.

Anni di sofferenza.

«La città sopravvisse alla furia della terra», disse Aurelion.

«Ma non riuscì a sopravvivere agli errori degli uomini.»

Kael osservò in silenzio quelle immagini.

«Perché conservarla?»

Aurelion si fermò davanti a una vecchia piazza.

«Perché dimenticare significa ripetere.»

Proseguirono oltre.

Più si addentravano nella città conservata, più il luogo sembrava vivo.

Alberi da frutto crescevano lungo i sentieri.

Piccoli orti biologici occupavano gli spazi tra le vecchie abitazioni.

Erbe aromatiche diffondevano profumi che nessuno a Neon Brick City sentiva più da generazioni.

Lyra notò persone al lavoro.

Anziani e giovani coltivavano insieme la terra.

Alcuni raccoglievano semi.

Altri insegnavano antiche tecniche agricole.

«Chi sono?»

«I Custodi della Memoria», rispose Aurelion.

«Proteggono ciò che gli Arconti non hanno mai compreso.»

Poco più avanti un antico forno in pietra irradiava calore.

Persone impastavano pane a mano come si faceva secoli prima.

Kael osservò incuriosito.

«State producendo cibo vero?»

Aurelion sorrise.

«Molto più che cibo.»

Dal forno emerse una grande muffuletta appena sfornata.

Una donna la tagliò e la condì con olio d’oliva, acciuga, sale, pepe e finocchietto selvatico.

Il profumo si diffuse nell’aria.

«Questa è la muffuletta di Poggioreale.»

Poco distante altre persone preparavano una specialità ancora più antica.

Grandi ‘nfigghiulate dorate venivano disposte su tavoli di legno.

«Anche queste ricette sono sopravvissute?»

«Sono sopravvissute alle guerre, ai terremoti e perfino alla Rete Oscura.»

Kael assaggiò un piccolo pezzo.

Per un momento dimenticò tutto il resto.

I conflitti.

La fuga.

Gli Arconti.

Persino la paura.

Sorrise.

Era la prima volta da molto tempo.

Aurelion osservò i bambini che imparavano dagli anziani.

«Gli Arconti possono controllare dati, algoritmi e informazioni.»

Si voltò verso i campi coltivati.

«Ma non possono controllare una memoria condivisa.»

Attorno a loro si tramandavano gesti, sapori e tradizioni.

Conoscenze che nessun archivio digitale avrebbe mai potuto sostituire.

Era quello il vero motivo per cui Elima City era stata preservata.

Non come museo.

Ma come organismo vivente.

Come memoria biologica dell’umanità.

Dopo aver attraversato il giardino segreto, Aurelion li condusse nel cuore della cupola.

Lì si trovava una grande sala circolare.

Al centro del pavimento era inciso un simbolo gigantesco.

Un occhio circondato da linee geometriche.

Kael si fermò.

«Cos’è questo?»

Aurelion lo fissò.

«La verità.»

Le pareti si illuminarono.

L’intera sala si trasformò in una gigantesca proiezione storica.

Apparvero antichi imperi.

Guerre.

Religioni.

Rivoluzioni.

Crisi economiche.

Poi comparvero i primi social network.

Le prime intelligenze artificiali.

Gli algoritmi di manipolazione.

Le campagne di controllo emotivo.

Le divisioni create artificialmente.

Kael osservava tutto sconvolto.

«Gli Arconti…»

Aurelion annuì lentamente.

«Manipolano l’umanità da millenni.»

Le immagini continuarono.

Popoli divisi.

Conflitti alimentati.

Paure amplificate.

Società spinte verso l’isolamento.

«La paura crea controllo.»

Le proiezioni mostrarono milioni di persone intrappolate in reti digitali.

«L’isolamento crea dipendenza.»

Nuove immagini mostrarono individui vulnerabili sfruttati dai sistemi.

«Il dolore crea accesso.»

Lyra rimase immobile.

«No…»

Aurelion sospirò.

«La Rete Oscura non è nata con il digitale.»

Le immagini attraversarono secoli di storia.

«Ha semplicemente trovato nel digitale la sua forma perfetta.»

Per qualche istante nessuno parlò.

Poi Kael indicò il simbolo inciso nel pavimento.

«E questo?»

L’intera sala si illuminò di azzurro.

«La Ghost Network.»

Lyra alzò lentamente lo sguardo.

«È stata creata per fermarli?»

«È stata creata per difendere l’umanità.»

Le luci cambiarono ancora.

Nuove figure apparvero sopra il simbolo.

Uomini e donne.

Artisti.

Scienziati.

Musicisti.

Insegnanti.

Costruttori.

Esploratori.

Persone comuni.

Persone straordinarie.

«Gli Hidden Architects.»

Le figure luminose sembravano osservare la città custodita sotto la cupola.

«Credevano che la connessione autentica fosse la più potente forza dell’universo.»

Kael osservò quelle presenze.

Per la prima volta iniziava a comprendere.

La lotta contro gli Arconti non riguardava soltanto la tecnologia.

Riguardava la memoria.

La cultura.

L’identità.

L’umanità stessa.

Poi accadde qualcosa.

Un basso ronzio attraversò l’intera struttura.

Le pareti vibrarono.

Il terreno tremò leggermente.

Aurelion si irrigidì.

Anche le figure degli Hidden Architects sembrarono reagire.

Tutti alzarono lo sguardo.

Sopra la cupola, nel cielo artificiale di Elima City, enormi linee geometriche iniziarono a comparire dal nulla.

Sembravano circuiti cosmici.

Strutture titaniche nascoste dietro la realtà stessa.

Kael impallidì.

«Che cosa stiamo guardando?»

Per la prima volta Aurelion sembrò spaventato.

«Non è possibile…»

Le linee continuarono ad accendersi.

Sempre più grandi.

Sempre più complesse.

Come una macchina antichissima che si stava lentamente risvegliando.

Nel cuore della Archon Network, molto lontano da lì, Darth Edder smise di sorridere.

I sistemi di controllo iniziarono a impazzire.

Allarmi sconosciuti comparvero ovunque.

Poi la voce dell’Arconte risuonò nell’oscurità.

«Rilevata attività degli Architetti.»

Per alcuni secondi il silenzio dominò ogni rete del pianeta.

Aurelion osservò le strutture luminose riflettersi sulla cupola.

E sussurrò parole che nessuno avrebbe mai pensato di sentire.

«Gli Hidden Architects…»

Si fermò.

Gli occhi colmi di stupore.

«…si stanno risvegliando.»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *