A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.
Every empire fears imagination.” Kael Varrin
In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.
Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.
Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.
Il suo nome è Kael Varrin.
Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.
Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.
Questa è la storia della nascita della ribellione.
Questa è la storia di Brickscene.
Italiano
Inglese
Full Episode…
Per la prima volta nella saga…
non esiste tempo.
Non esiste spazio.
Solo silenzio.
Non c’erano stelle.
Non c’erano pianeti.
Non esisteva nemmeno il buio.
Esisteva soltanto un’immensa distesa bianca.
Non era luce.
Era essenza.
Un luogo così antico da precedere perfino il concetto di memoria.
Nel centro di quella vastità fluttuavano milioni di frammenti.
Non erano dati.
Non erano anime.
Erano storie.
Ogni frammento vibrava con una frequenza diversa.
Alcuni brillavano appena.
Altri erano ormai spenti.
Altri ancora pulsavano come cuori.
Nessuno li toccava.
Nessuno li guidava.
Eppure…
qualcuno li osservava.
Una voce, priva di sesso e di età, attraversò l’immensità.
Registro.
Silenzio.
Nodo narrativo…
un’altra pausa.
KV-947.
Molto tempo passò prima della frase successiva.
Oppure un solo istante.
Lì il tempo non aveva significato.
Deviazione rilevata.
Un altro silenzio.
Poi…
Creatività non prevista.
Per la prima volta…
qualcosa cambiò.
Un piccolo punto luminoso apparve tra milioni di storie.
Era minuscolo.
Instabile.
Imperfetto.
Ma continuava a crescere.
La voce rimase immobile.
Come se stesse pensando.
Poi pronunciò una sola parola.
Osservare.
Oblivion City
Kael aprì gli occhi.
L’odore arrivò prima dei ricordi.
Pioggia.
Ferro.
Catrame.
Oblivion City.
Erano passati dieci anni dall’ultima volta.
Eppure sembrava che la città lo avesse aspettato.
Le insegne erano cambiate.
I volti no.
Ogni vicolo sembrava ricordare il suo nome.
Accanto a lui, Riff abbassò il cappuccio.
«Non mi piace questo posto.»
Kael non rispose.
Guardava il vecchio locale dove aveva incontrato Draculina.
Era ancora lì.
Chiuso.
Come se nessuno fosse mai entrato.
Eppure…
la porta era socchiusa.
Lyra Nox
Nello stesso momento…
a centinaia di chilometri di distanza…
Lyra smise improvvisamente di cantare.
Nix era immobile.
Le pupille completamente dilatate.
Per la prima volta…
il gatto sembrava spaventato.
Non guardava davanti.
Guardava…
verso l’alto.
Non il cielo.
Qualcosa oltre il cielo.
Lyra seguì il suo sguardo.
Non vide nulla.
Ma sentì una frase.
Non con le orecchie.
Con la Ghost Network.
Qualcuno sta contando.
Lei impallidì.
«Chi?»
Silenzio.
Poi…
Nix emise un verso che Lyra non gli aveva mai sentito fare.
Non era un miagolio.
Sembrava…
una frequenza.
Darth Edder
Nel cuore dell’Impero…
Edder era solo.
Davanti a lui…
un vecchio casco.
Quello che indossava prima dell’Impero.
Lo fissò a lungo.
Poi parlò.
«Vi avevo detto che sarebbe successo.»
Naturalmente…
nessuno rispose.
O almeno così sembrava.
Una voce arrivò.
Non dall’esterno.
Dalla sua memoria.
Abbiamo registrato la tua previsione.
Edder chiuse lentamente gli occhi.
Non mostrò paura.
Solo rassegnazione.
«Allora avete ricominciato a osservare.»
L’Archivio
Kael entrò nel vecchio locale.
Era vuoto.
Completamente.
Tranne un tavolo.
Sul tavolo…
un registratore analogico.
Nessuna alimentazione.
Nessun cavo.
Eppure…
stava funzionando.
Premette PLAY.
Partì una registrazione.
Una voce.
La sua.
Ma molto più anziana.
«Se stai ascoltando questo… significa che sei arrivato troppo presto.»
Kael rimase immobile.
«Non cercare ancora gli Archivisti.»
Silenzio.
«Prima devi capire una cosa.»
Un altro lungo silenzio.
«La Ghost Network…»
La registrazione si fermò.
Per sempre.
Il nastro era finito.
Kael sollevò lentamente il registratore.
Sul fondo…
inciso nel metallo…
c’era un simbolo.
Non il sigillo di Sancta.
Non quello dell’Impero.
Non il marchio della Ghost Network.
Era un simbolo mai visto prima.
Un cerchio incompleto.
Attraversato da sette linee.
Sotto…
una sola scritta.
OSSERVATORE 001
Nello stesso istante…
molto lontano…
nella distesa bianca…
la voce tornò.
Protocollo Osservatore…
Pausa.
attivato.
E per la prima volta…
qualcuno pronunciò il nome completo del protagonista.
Non “Kael”.
Non “Varrin”.
Ma…
Creatore Kael Varrin.
Silenzio.
Poi l’ultima frase.
Verificare se ricorda.
