A Serialized Adventure in the Brickscene Universe.
Every empire fears imagination.” Kael Varrin
In un universo dove le storie possono essere manipolate e la realtà è costruita pezzo dopo pezzo, esiste una rete clandestina chiamata Brickscene.
Un luogo dove arte, ribellione e immaginazione diventano armi.
Mentre l’Impero guidato dalla regina Sith Darth Draculina Sancta cerca di controllare la narrativa della galassia, un creatore solitario continua a sfuggire al sistema.
Il suo nome è Kael Varrin.
Un tempo combatteva al fianco di Darth Edder, ora comandante delle legioni oscure.
Amici diventati avversari. Visionari separati da una scelta.
Insieme a Lyra Nox, una voce capace di piegare la volontà personale, Kael sta per scoprire qualcosa che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio della galassia.
Questa è la storia della nascita della ribellione.
Questa è la storia di Brickscene.
Italiano
Inglese
Full Episode…
Oblivion City — Cinder District — 2190
Oblivion City non dormiva mai.
Cambiava ritmo.
Questo era tutto.
Le torri continuavano a brillare anche durante le ore artificiali dell’alba, i droni di sorveglianza attraversavano i corridoi tra i grattacieli e il traffico dei mezzi a levitazione continuava a scorrere sopra le strade come un fiume sospeso.
Ma quel mattino l’aria aveva qualcosa di diverso.
Qualcosa che Darth Edder aveva imparato a riconoscere.
Una tensione.
Come se la città stesse aspettando qualcosa.
L’elicottero imperiale aveva appena attraversato la cupola atmosferica sopra il settore portuale.
La grande struttura trasparente che proteggeva Oblivion City era rimasta alle loro spalle.
Sotto di loro, il Molo 14 si allontanava lentamente.
Era lo stesso luogo in cui Kael e Riff erano arrivati poche ore prima seguendo la traccia di un segnale che li aveva condotti oltre la rete, fino a un passaggio segreto sotto la città. Da lì erano scesi verso il mistero della White Archive.
Edder aveva assistito a tutto questo da lontano.
Adesso era diretto verso Cape Roca.
Verso il castello della Casata Sancta.
Verso Draculina.
L’ordine imperiale era semplice.
Raggiungere Sancta.
Osservare.
Intervenire soltanto se necessario.
Ma Edder conosceva una cosa che l’Impero ignorava.
Draculina non era il vero problema.
Non lo era nemmeno Lyra.
Nemmeno la Ghost Network.
Il problema era ciò che si trovava oltre.
L’elicottero virò.
Edder guardò Oblivion City attraverso il vetro laterale.
Poi sollevò una mano.
«Fermati.»
Il pilota si voltò.
«Signore?»
Edder indicò verso est.
«Atterriamo nel Cinder District.»
«Ma Cape Roca—»
«Aspetterà.»
L’elicottero scese.
Cinder era uno dei distretti più strani di Oblivion City.
Non era il più ricco.
Non era il più povero.
Era semplicemente uno dei pochi luoghi in cui il passato non era stato completamente cancellato.
Vecchi magazzini erano stati trasformati in laboratori.
Parcheggi industriali erano diventati skate park.
Le vecchie aree sportive erano state mantenute.
I ragazzi della città continuavano a giocare.
Nonostante il 2190.
Nonostante i neurokit.
Nonostante gli impianti.
Nonostante la realtà aumentata.
In mezzo al cemento e alle torri appariva un enorme parco.
MERCY PARK.
Al suo interno c’erano percorsi per skateboard, rampe sospese, aree di allenamento, campi da gioco e una sezione dedicata allo street basket.
Ed era proprio lì che si trovava Malvor Vesper.
La partita era già iniziata.
Non c’erano arbitri.
Non servivano.
I visori dei giocatori registravano ogni movimento.
Ogni contatto.
Ogni salto.
Ogni variazione della traiettoria.
Il campo era circondato da proiezioni luminose che mostravano statistiche in tempo reale.
Velocità.
Forza.
Tempo di sospensione.
Precisione.
Reattività neurale.
I giocatori correvano come atleti.
Ma non erano più soltanto atleti.
Erano corpi modificati.
La maggior parte possedeva un Neurokit.
Strutture carboniche innestate nello scheletro permettevano loro di estendere i movimenti oltre i limiti naturali.
I visori aumentavano la percezione.
Le scarpe amplificavano la spinta.
Un salto normale poteva diventare un volo di quattro metri.
Una schiacciata poteva trasformarsi in una sequenza acrobatica quasi impossibile.
Il basket era rimasto quello di sempre.
Palla.
Canestro.
Difesa.
Attacco.
Ma il corpo umano…
no.
Quello era cambiato.
Un giocatore saltò.
Il visore disegnò una traiettoria blu davanti ai suoi occhi.
Il giocatore ruotò in aria.
PASSO.
PASSO.
TRE METRI.
QUATTRO.
La palla colpì il ferro.
Il pubblico urlò.
Un altro giocatore intercettò.
Partì in contropiede.
Era velocissimo.
Poi qualcosa gli tagliò la strada.
Una mano.
Non una mano normale.
Una mano troppo lunga.
Malvor Vesper.
Il suo braccio si era esteso.
Solo di poco.
Abbastanza.
La struttura carbonica sotto la pelle era comparsa lungo l’avambraccio come una seconda anatomia.
Il pallone gli cadde tra le dita.
Malvor sorrise.
Un sorriso perfetto.
Bianco.
Calmo.
Quasi rassicurante.
«Mio.»
Ripartì.
Uno.
Due.
Tre passi.
La scarpa esplose di luce.
Malvor saltò.
Per un istante sembrò sospeso.
Il corpo elegante.
La maglia nera.
I pantaloncini magenta.
Le catene.
Gli occhiali.
Il sorriso.
Poi il braccio si allungò.
Il carbonio scivolò lungo l’osso.
Le articolazioni aumentarono la propria estensione.
La mano arrivò al ferro.
BOOM.
Schierata.
La folla esplose.
Malvor ricadde sul parquet.
Rimasero tutti a guardarlo.
Lui rise.
Poi guardò verso il bordo del campo.
Darth Edder era lì.
Immobile.
Neon Brick City – Old Town District
La città futuristica scompare gradualmente.
Poi compaiono pietra, archi, scale strette, vicoli umidi.
Sopra tutto, la cupola.
Ma attraverso il vetro della cupola non si vede il cielo naturale: si vede la città verticale del 2190, con pubblicità olografiche e traffico luminoso che passa sopra il quartiere medievale.
In mezzo a tutto questo, un piccolo chiosco.
Aurelion e Aelyra seduti su due sgabelli.
E mentre mangiano, Aelyra comincia:
«Tu conosci la Ghost Network.»
Aurelion continua a mangiare.
«Conosco molte cose.»
«Non era una domanda.»
Aurelion solleva lo sguardo.
E qui possiamo far capire immediatamente che Aelyra non sta semplicemente intervistando un vecchio. Sta interrogando qualcuno che possiede una conoscenza che potrebbe cambiare quello che lei crede di sapere.
Poi arriva la domanda:
«Chi l’ha costruita?»
Aurelion potrebbe rispondere:
«Nessuno.»
E questa sarebbe la prima crepa nella teoria.
Aelyra insiste.
«Allora chi l’ha progettata?»
«Nessuno.»
«Chi l’ha programmata?»
Aurelion guarda il suo piatto.
«Questa è la domanda sbagliata.»
Silenzio.
Poi:
«La Ghost Network non è stata costruita, Aelyra.»
È stata alimentata. Aelyra guardò Aurelion. «Da chi?» La risposta arrivò immediatamente. Da chiunque abbia creato qualcosa.
